“Avrò cura di te e l’inverno sarà senza neve né pioggia senza ombre né nebbia e risveglierà i nostri sensi assopiti dal tempo”.

Gli splendidi versi di Franco Battiato tornano subito alla mente ascoltando le parole di Elena Capasso, laureata in Scienze forestali e ambientali, da alcuni anni una delle più attive educatrici dell’Orto in Campania, che ci ha raccontato le sue impressioni in seguito alla rinascita primaverile dell’Orto, dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia.

Qual è stata la prima emozione dopo aver rivisto l’Orto?
Volendo prendere in prestito una citazione: “First reaction, shock!” Si scherza, eh! Anche se nello scherzo c’è, sempre, un filo di verità.
Ero un po’ delusa e un tantino arrabbiata: a parte gli alberi e qualche aromatica perenne, i cassoni erano vuoti. Non c’erano neanche i residui colturali delle piante a fine ciclo.
Che c’è di strano, mi direte?! Magari le piante , arrivate a fine ciclo, saranno state asportate?!
Beh, potrebbe essere vero ma ciò che mi ha fatto capire che qualcosa non andava è stata la mancanza delle fragole. Non c’era neanche più una fragola, sparite tutte! Le fragole erano il nostro prato: erano parecchie e coprivano il terreno in molti punti. La fragola è perenne, quindi la pianta è presente anche in inverno. Beh, i cassoni erano solo pieni di terreno e basta.
La prima reazione da parte di tutti è stata quella di mettersi a lavoro per ridare vitalità all’orto. Così insieme ad altri educatori appassionati di agronomia, Alfredo, Domenico e Luigi, abbiamo progettato la messa a coltura di piante sia ortive che floreali. Ci siamo confrontati con Raffaele Perreca, l’agronomo che si occupa della piantumazione in orto. Grazie a lui, ora, tra le piante messe a dimora è possibile trovare la Cipolla d’Airola, Presidio Slow Food, e confrontare la biodiversità tra le varietà del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio: “Arancione”, “Acampora” e “GiaGiù”.
Inoltre grazie a Raffaele Nuzzo, vivaista che si occupa della gestione e delle lavorazioni colturali, abbiamo arricchito l’orto con essenze floreali.

Oltre dieci anni di attività sono tanti: quale pensi sia stata la chiave per il successo?
L’Orto nasce come complemento del programma di raccolta differenziata del Centro commerciale Campania ed è utilizzato per fini didattici per bambini e ragazzi del territorio. Il successo sta nell’autenticità di chi si occupa del progetto. Tutti coloro che hanno a che fare con il progetto a partire dalla direzione, passando per chi lo gestisce e agli educatori, ci tengono davvero all’Orto. Questo innesca, a mio parere, una serie di reazioni che portano alla voglia di informarsi e formarsi, alla necessità di realizzare nuovi laboratori e progetti che rendono vivo L’Orto in Campania.
Inoltre, personalmente, credo che l’uomo prima o poi senta il bisogno di connettersi con la natura. È come se fosse un istinto primordiale. Ricordiamoci che lo spazio è adiacente al Centro commerciale che ospita ogni anno milioni di fruitori. Pertanto è diventato anche il luogo dove godersi un pasto, la pausa pranzo da parte degli addetti del Centro, far due chiacchiere senza il brusio della folla.

Come immagini l’Orto tra dieci anni?
Non ci ho ancora pensato: sicuramente me lo immagino ancora vivo e che ospita bambini e adulti. Immagino, però, tanti altri progetti paralleli come lo sono stati La Guida Erbario dell’Orto in Campania e il recente libro Un Orto al Centro.

Quali sono i prossimi progetti per la riqualificazione dell’Orto?
Dal punto di vista colturale abbiamo intenzione di ripristinare un angolo dedicato alle piante tintorie e alle fibre naturali. Già ora potete ammirare il cotone.
Inoltre abbiamo intenzione di creare una zona d’ombra, grazie all’utilizzo di una pianta rampicante, su un tavolo ad uso didattico che è sempre stato al sole: l’idea è quella di creare un pergolato utilizzando la pianta del kiwi o la vite. Per questo scopo è già stata realizzata la struttura portante. Sarà anche un orto più accessibile in quanto si sta lavorando alla realizzazione di un substrato percorribile con la carrozzina e siamo al lavoro per tante altre sorprese.

Le parole di Elena dimostrano tutta la passione che ruota intorno a questo piccolo grande Centro del Mondo, attendiamo le vostre impressioni: buona visita in Orto!

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