Quali sono i migliori alleati naturali per combattere i parassiti che colpiscono le nostre piante?

Rettili, anfibi, uccelli, mammiferi ma anche artropodi e addirittura altri insetti sono utilissimi aiutanti per proteggere le nostre piante da attacchi di parassiti, come ad esempio afidi, ragnetti rossi e acari. Rispettare queste creature significa quindi rispettare dei preziosi alleati dell’orto e del giardino, ma anche rispettare la BIODIVERSITA’ stessa. Favorire il loro insediamento nei nostri spazi risulta quindi una modalità semplice, poco dispendiosa e soprattutto sostenibile nella lotta contro i parassiti. Quali sono, quindi, questi piccoli ma fondamentali aiutanti?

Iniziamo con lo scoprire la coccinella, molto utile nell’orto e che viene utilizzata dai contadini nella lotta biologica: è in grado di deporre ben 400 uova nel mese di maggio. Si nutre di acari ed afidi, e spesso si stabilisce nei pressi delle colonie di questi parassiti.  La larva di coccinella il più grande nemico degli afidi: in una sola giornata ne può mangiare diverse decine. La larva, dopo essersi nutrita di una grande quantità di afidi, si trasforma in ninfa per diventare poi insetto adulto (la coccinella che noi tutti conosciamo). Da adulta continuerà a mangiare afidi, si accoppierà e farà tantissime uova da cui nasceranno tante larve che cominceranno a mangiare afidi … e così via. Le coccinelle più comuni sono rosse e hanno graziosi puntini neri sulle elitre, le ali indurite tipiche dei coleotteri che servono come corazza per proteggere le altre due ali.

Tra le oltre 6mila specie esistono però tantissime colorazioni differenti. Ci sono coccinelle rosse e arancioni, con e senza puntini neri. Ma esistono anche tantissime specie nere, gialle e marroni, ognuna con il suo caratteristico disegno e numero di puntini.
Contando i puntini puoi riconoscere le specie: 1, 2, 3 … 7 puntini neri, ecco come riconoscere la coccinella comune (Coccinella septempunctata). Alcune tra le specie più comuni possono essere facilmente riconosciute semplicemente contando i punti che decorano le elitre. E così possiamo avere la coccinella con due soli puntini (Adalia bipunctata), quella più comune e diffusa che ne ha sette (Coccinella septempunctata), quella che invece ne ha dieci (Adalia decempunctata), quella che ne ha quattordici (Propylea quatuordecimpunctata) e quella gialla, che di puntini neri ne ha ben ventidue (Psyllobora vigintiduopunctata).

I colori accessi ricordano ai predatori che non conviene mangiarle.
I vistosi colori delle coccinelle non servono, quindi, solamente a rendere più graziose e adorabili questi insetti, ma hanno una chiara e inequivocabile funzione comunicativa. I colori brillanti, detti aposematici, servono infatti ad avvisare eventuali predatori della tossicità o del cattivo sapore delle coccinelle. In questo modo piccoli rettili e uccelli recepiscono il messaggio ed evitano di mangiarle. Se infastidite alcune specie possono infatti rilasciare dalle articolazioni una sostanza liquida tossica di colore arancione, completamente innocua però per l’uomo.

Quando fa freddo le coccinelle si riparano in grandi gruppi, anche nelle nostre case. Trovano rifugio sotto le cortecce o tra le fessure delle rocce ma in città possono invadere anche soffitte, garage e le intercapedini tra gli infissi di porte e finestre. Se in casa trovate un gran numero di coccinelle ammassate tutte una vicino all’altra, sappiate che stanno solo cercando un posto dove andare in letargo e svernare, in attesa che fuori tornino temperature più miti e prede a sufficienza.

All’occorrenza possono diventare perfino cannibali!
Infatti, quando le prede scarseggiano e non è facile trovare gustosi afidi da mangiare, le coccinelle non risparmiano nessuno e possono mangiare uova, larve e pupe della loro stessa specie.
Succede però sono in casi estremi, quando l’ambiente è davvero povero di risorse e la sopravvivenza richiede decisioni estreme.
Possono deporre uova sterili come riserva di cibo: piccole uova gialle che vengono solitamente deposte sullo spazio inferiore delle foglie invase dagli afidi.
Quando mamma coccinella si accorge si accorge che in giro c’è poco da mangiare, può decidere di deporre un certo numero di uova sterili extra come assicurazione alimentare per le future larve, che così una volta nate non soffriranno la fame. Il rapporto tra il numero di uova sterili e uova fertili è direttamente proporzionale alla scarsità di cibo presente nell’ambiente.

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